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Il 24 ottobre alle 18.00 al Museo di Naxos, gli archeologi Jari Pakkanen e Kristian Göransson parleranno delle loro ultime ricerche condotte nel Parco Archeologico di Naxos Taormina

   invito conferenza acheologi al parco

 Siamo grati alla direttrice Vera Greco che, con la sua consueta energia, è riuscita in pochissimo tempo ad organizzare un evento così rilevante per il patrimonio archeologico del nostro comprensorio come il dibattito, che si svolgerà il 24 ottobbre alle ore 18.00 al Museo Archeologico di Naxos, tra la cittadinanza e gli archeologi  sulle importanti e innovative ricerche  che stanno conducendo, continuando i loro scavi anche quest’anno, in due delle tante sedi del Parco Archeologico di Naxos Taormina. Considerato per le sue peculiarità un territorio ideale per la ricerca archeologica che qui può raggiungere strati arcaici solitamente inaccessibili, questo è uno dei pochissimi parchi di recente istituzione (2010) che rappresenta un’autentica unitarietà storica ed al contempo una grande varietà nel suo eccezionale patrimonio archeologico e paesaggistico. Qui le aree tutelate – Naxos, Taormina e il loro naturale entroterra di penetrazione nella valle dell’Alcantara – sono tra loro così profondamente interdipendenti e complementari da rappresentare una sola, ideale, città. Una città dotata di un grande e prezioso territorio e di monumenti che testimoniano di una forte identità  saldamente ancorata ad una plurimillenaria storia comune che finalmente il Parco Archeologico di Naxos Taormina riunisce e può indagare e narrare.
Le storie di queste due ricerche che saranno illustrate dagli archeologi martedì sono molto diverse ma hanno in comune: l’oggetto di studio, due siti che appartengono al Parco,  e che entrambe sono finanziate e dirette da Istituti di ricerca e fondazioni estere. Quella del Prof. Jari Pakkanen della Royal Holloway, Università di Londra, è una ricerca, sulle origini dell’urbanistica e dell’architettura occidentali, diretta dall’Istituto Finlandese di Atene,  più che decennale e ha all’attivo prestigiose pubblicazioni, molte scritte in collaborazione con l’archeologa Maria Costanza Lentini, ora  direttrice del Polo regionale di Catania per i siti culturali. I primi incontri a Naxos di Jari Pakkanen con Maria Costanza Lentini, l’eminente esperta e coofondatrice, insieme a Paola Pelagatti, del parco della prima colonia greca in Sicilia, che dagli inizi dirige questa campagna di indagini insieme a lui, risalgono al 2006 quando  i loro studi in comune si concentrano sull’arsenale navale/neoria, (fondamentale scoperta di Lentini insieme a David Blackman, School of Archeology, University of Oxford) e successivamente colabboreranno alla definizione dell’agorà, contigua ai neoria. Dal 2012, dopo la stipula di una convenzione tra l’Istituto Finlandese di Atene e il Parco, Jari Pakkanen e Maria Costanza Lentini lavorano insieme nella ricerca topografica e urbanistica della colonia che ha portato alla redazione della prima pianta georeferenziata dell’antica Naxos. Dal 2014 tali campagne di misurazione sono state affiancate da ricerche georadar condotte dal famoso geologo Apostolos Sarris, Institute for Mediterranean Studies – Foundation for Research & Technology Rethymno, Greece, e da scavi archeologici effettuati con l’aiuto di una brigata internazionale. Sono ora in corso da parte del prof.Pakkanen, che viene ormai due volte l’anno a proseguire la sua indagine, le restituzioni 3d dell’arsenale navale e del tempio B del santuario sud occidentale che ci permettono di vedere la bellezza di questi monumenti e lo straordinario scenario che creavano.
Per Kristian Göransson, Istituto Svedese di Studi Classici a Roma, invece, questa è solo la seconda campagna di scavo  a Francavilla dove l’Istituto ha iniziato il suo progetto grazie all’invito della Dott.ssa Maria Costanza Lentini, in collaborazione col Parco e con il Comune di Francavilla.  Questo progetto, che continua idealmente gli scavi iniziati qui sin dal 1980 per chiarire l’influenza culturale dei Greci sull’entroterra, in particolare nella valle dell’ Alcantara e nella zona circostante Francavilla, ha potuto realizzarsi, grazie a un contributo della Reale Accademia Svedese di Belle Lettere, nel gennaio 2016 con un’indagine geofisica condotta insieme ad esperti della British School at Rome. Scopo principale della campagna è fare luce sulla relazione del sito con la città di Naxos al momento della sua fondazione e sull’eventuale identificazione di Francavilla con Kallipolis, la subcolonia perduta di Naxos, la “buona città” dal nome evocativo (così è chiamata la città ideale di Platone) la cui esistenza ci è tramandata da fonti letterarie autorevoli ma la cui localizzazione non è ancora mai stato identificata. Il sito si trova a Palazzo Cagnone, alcuni metri al nord degli grandi scavi fatti nel 2003-2004 di Umberto Spigo. Lo scavo svedese mostra la presenza nell’area di edifici antichi e le potenzialità del sito di rispondere a questioni sull’estensione e lo sviluppo della città antica. Sono stato individuate mura, tegole e ceramica greca dal V secolo a.C.

Sono queste due le campagne di scavo che il nostro circolo sponsorizza, grazie ai fondi di una famiglia di  imprenditori locali, la prima dal 2012 e la seconda dall’anno scorso  e siamo felici di vedere che con la nuova direttrice Vera Greco  la ricerca nel Parco di Naxos Taormina non solo continua ma viene anche comunicata ai cittadini del suo comprensorio. D’altronde era questo che aveva promesso, da poco nominata direttrice, l’architetto paesaggista Vera Greco alla folla di cittadini che aveva assistito il 19 agosto 2016,  all’appuntamento con la VI edizione delle Lezioni di Paesaggio organizzate dal nostro circolo di Legambiente  nell’ambito della sua campagna  Salvalarte Naxos, Taormina, Alcantara come progetto di coinvolgimento della cittadinanza nella tutela e valorizzazione del proprio patrimonio paesaggistico e monumentale. Il progetto originario, che comprendeva due sponsorizzazioni, fu presentato nella prima manifestazione di Lezioni di Paesaggio del 2012. Da allora, Salvalarte Naxos, Taormina, Alcantara ha realizzato tante sponsorizzazioni, con donazioni grandi e piccole, che hanno contribuito a finanziare il recupero di aree verdi, l’installazioni di pannelli informativi bilingue, restauri di mosaici, campagne di scavo e di ricerca archeologica, festival internazionali ed eventi locali. L’anno scorso Lezioni di Paesaggio, organizzata in questa sua sesta edizione insieme a Naxos Legge di Fulvia Toscano, ha messo a confronto alcuni attori che nell’ultimo trentennio hanno tentato di proteggere/promuovere il nostro territorio, con azioni politiche, di mecenatismo, ricerca archeologica, difese legali. A Corrado Giuliano, Fabio Granata, Vera Greco, Maria Costanza Lentini, Francesco Muscolino, Antonio Presti, protagonisti di questa conversAzione, è stato chiesto di disegnare frammenti di un futuro sostenibile. E tutti ci eravamo trovati d’accordo nel sostenere che il Parco Archeologico di Naxos era il tesoro di questo comprensorio e la sua rinascita non poteva che partire dalla sua tutela e dal potenziamento della sua forza più grande: l’eccellenza della ricerca archeologica, eccellenza raggiunta perché la ricerca è stata condotta qui sempre ad altissimi livelli e  con un estremo rigore. E che solo da una ricerca sempre viva che mantenesse questi standard  poteva nascere una  vera valorizzazione e dunque una crescita del nostro territorio.

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Qui di seguito ripubblichiamo gli articoli sulle ricerche condotte l’anno scorso

 Si sono concluse le indagini geognostiche e gli scavi nel Parco archeologico di Naxos sotto la direzione  della dott.ssa Maria Costanza Lentini e del Prof. Jari Pakkanen.

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La sponsorizzazione del Circolo di Legambiente Taormina Alcantara, realizzata grazie all’Hotel Palladio di Giardini Naxos, nell’ambito della campagna di Legambiente Salvalarte Naxos Taormina Alcantara,  risale al 2012, quando questo gruppo internazionale di ricerca, che già da anni conduceva, sotto la guida dell’archeologa,  dott.ssa Maria Costanza Lentini e del  Prof. Jari Pakkanen della Royal Holloway, Università di Londra, delle indagini nel sito di Naxos, diede inizio alla campagna di rilevamento topografico integrale con impiego di total station.   Abbiamo poi sempre seguito questa importante ricerca sul campo, frutto della collaborazione tra il Parco Archeologico di Naxos e gli Istituti Finlandesi di Roma e di Atene,  offrendo gratuitamente vitto e alloggio, durante alcune campagne, anche all’intera squadra internazionale di lavoro.

Le indagini archeologiche, a cui dal 2014 si affiancano le prospezioni geofisiche, sono proseguite alacremente, con lavori che hanno avuto luogo almeno due volte l’anno, e si sono molto ampliate portando alla luce una grande quantità di nuovi dati. Questo ha permesso, per la prima volta, la definizione di una pianta georeferenziata della città di Naxos, prima colonia greca in Sicilia, fondata nel 734 a.C. Come era stato evidenziato negli scavi condotti in questo prezioso sito negli ultimi cinquant’anni, la città di Naxos presenta due piani urbanistici: il primo arcaico, che prende forma dalla fondazione sino agli inizi dell’età classica, e il secondo, ortogonale, sorto intorno al 476 a.C., dopo la parziale demolizione della città. La nuova pianta di Naxos, frutto di queste ultime ricerche, integra e sviluppa i risultati degli scavi precedenti, iniziati qui da Paola Pelagatti (Accademia dei Lincei).

Quest’anno le ricerche, svolte dal 29 febbraio al 17 marzo 2016 nel Parco Archeologico di Naxos, oltre alla continuazione delle indagini geognostiche, degli scavi e dei rilievi 3D, si sono concentrate sugli aspetti archeobotanici, con la collaborazione della botanica Prof. Daphne Lentjes dell’Università di Amsterdam.

Accludiamo qui il Comunicato stampa della dott.ssa Maria Costanza Lentini – Direttore del Parco Archeologico di Naxos – sui risultati preliminari del lavoro di quest’anno.

NAXOS TEAM 2016: Jari Pakkanen, Apostolos Sarris, Mikko Suha, Jenna Kärkkäinen, Janne Soisalo, Meropi Manataki, Tuuli Kasso, Heidi Kovanen, Oona Jalonen, Milla Jokinen, Anna-Maria Wilskman, Alice Clinch + Daphne Lentjes, Esko Tikkala, Giuseppe Miceli

Comunicato stampa

Sono state ultimate le indagini archeologiche compiute nel sito di Naxos in collaborazione con l’Istituto Finlandese Finnish Institute – Istituto di Ricerca per l’Archeologia e la Topografia Antica – con sede ad Atene, e la partecipazione di studenti finlandesi, sotto la direzione del Prof. Jari Pakkanen e della dott.ssa Maria Costanza Lentini coadiuvata dalla dott.ssa Maria Grazia Vanaria. Mercoledì 16 marzo alle 16.30 sono stati presentati i risultati preliminari. I campi d’indagine sono stati diversi e più precisamente: indagini geognostiche, rilievo 3D delle strutture urbane scoperte di recente (plateia A e Arsenale Navale) e infine indagini archeologiche.

Le prospezioni geofisiche condotte dall’eminente Prof. Apostolos Sarris (Università di Rethymno – Creta) hanno coperto una superficie complessiva di quasi 4 ettari, accertando la consistenza sull’intera area della griglia ortogonale della città del V secolo a.C. L’impiego del georadar ha permesso di rilevare in tutta l’area la presenza del sottostante impianto arcaico della città sul quale le ricerche archeologiche si sono concentrate nell’ultimo decennio.

Il rilevamento 3D, effettuato nel tratto di plateia A in luce tra gli incroci 10 e 11 e nel complesso dell’arsenale navale, permetterà, in entrambi i casi, di ottenere una esatta restituzione tridimensionale. Al momento i dati sono in corso di elaborazione.

Le operazioni di scavo si sono concentrate all’interno di un pozzo scoperto nel 2013. Ha collaborato alle operazione la botanica Prof. Daphne Lentjes  dell’Università di Amsterdam per l’analisi dei residui organici molto numerosi nel pozzo. È la prima volta che questo accade a Naxos e ciò permetterà di ottenere le prime informazioni sulla flora antica della colonia. Lo scavo integrale del pozzo profondo oltre 6m ha restituito una straordinaria quantità di materiali, tra cui uno splendido esemplare di antefissa a maschera di Sileno, e dati cronologici importanti per la datazione della città di V secolo a.C. Allo scavo hanno partecipato gli studenti finlandesi e con grande perizia e bravura Giuseppe Miceli di Giardini Naxos.

Maria Costanza Lentini – Direttore del Parco Archeologico di Naxos

Clicca qui per il video con sottotitoli italiani (cominciano non subito, le prime inquadrature sono senza sottotitoli)  degli scavi dell’anno scorso
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Prima sintesi del nuovo progetto di scavi a Francavilla di Sicilia guidato dal Dr. Kristian Göransson, Direttore dell’Istituto Svedese di Studi Classici a Romafoto scavi kristian goransson gruppo

Il nuovo progetto di scavi a Francavilla di Sicilia è una collaborazione tra l’Istituto Svedese di Studi Classici a Roma, il Parco Archeologico di Naxos e il Comune di Francavilla. L’indagine archeologica è guidata dal Dr. Kristian Göransson, Direttore dell’Istituto Svedese di Studi Classici a Roma e vede la partecipazione degli archeologi svedesi Dott. Henrik Boman e Dott.ssa Monica Nilsson. Francavilla sorge nella fertile Valle di Alcantara, sul pendio settentrionale dell’Etna a circa 20 km dalla più antica colonia greca, Naxos, sulla costa orientale della Sicilia. I primi scavi svolti a Francavilla risalgono al 1979, quando si rinvennero interessanti rilievi in terracotta (pinakes) di tipo locrese nel deposito votivo di un santuario arcaico dedicato a Demetra e Persefone. Dal decennio 1980 e fino ai primi anni del 2000 si sono svolti nella città scavi sporadici legati a lavori di costruzione di edifici o strade. Il terreno privato su cui sorge il sito fu successivamente espropriato e tra, il 2003 e il 2004, furono possibili indagini archeologiche più estese da parte dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali.
Dopo l’invito della Dott.ssa Maria Costanza Lentini, nell’autunno 2015 l’Istituto Svedese di Studi Classici a Roma ha ottenuto l’autorizzazione allo scavo di durata quadriennale a partire dal 2016. La zona interessata include un’area nei pressi di Palazzo Cagnone, edificio del XVIII secolo di proprietà del Comune, subito a nord dell’area scavata nel 2003-2004. Scopo principale dell’indagine dell’Istituto Svedese di Studi Classici è fare luce sulla relazione del sito con la città di Naxos al momento della sua fondazione e, in una fase successiva, sull’eventuale identificazione di Francavilla con Kallipolis, città a oggi non localizzata a cui Strabone fa cenno come subcolonia di Naxos. Il progetto mira anche allo studio delle relazioni tra la costa e le aree interne della zona e a chiarire l’influenza culturale dei Greci sull’entroterra, in particolare la valle di Alcantara e la zona circostante Francavilla, in epoca arcaica e classica.
Il progetto è iniziato, grazie a un contributo della Reale Accademia Svedese di Belle Lettere, nel gennaio 2016 con un’indagine geofisica condotta in collaborazione con esperti della British School at Rome. L’indagine ha evidenziato la presenza di resti archeologici nell’area a una profondità di quasi 2 metri e ha consentito di constatare che la parte meridionale dell’area si presta a un lavoro di scavo non presentando tracce di costruzioni di epoca posteriore all’antichità.
La prima campagna di scavo ha avuto luogo tra il 14 novembre e il 2 dicembre 2016. Nonostante le difficoltà dovute a condizioni meteorologiche particolarmente sfavorevoli il lavoro si è svolto secondo il programma. L’impresa incaricata, la Edil scavi di Da Campo Carmelo, con grande esperienza in ambito archeologico, ha lavorato con competenza alla rimozione del terriccio con una piccola scavatrice e un Bobcat. Dopo due giorni di lavoro con le macchine è iniziato lo scavo a mano con la collaborazione di due operai molto abili. Le misurazioni sono state svolte durante l’ultima settimana da Stephen Kay della British School at Rome.
Attualmente si stanno elaborando i dati ottenuti in vista della relazione scientifica ma siamo già in grado di confermare la presenza nell’area di edifici antichi e le potenzialità del sito di rispondere a questioni sull’estensione e lo sviluppo della città antica. È stata riportata alla luce un’area di fitta pavimentazione che prosegue verso nord. Questa superficie è di difficile interpretazione in quanto non sembra essere un pavimento né essere dovuta a un crollo. Gli esigui reperti associabili a questa superficie sono databili al IV secolo a.C. Se si otterranno i fondi necessari è prevista la continuazione della campagna nell’autunno 2017 e lo scavo proseguirà verso nord.
I partecipanti svedesi e inglesi al progetto hanno trovato eccellente ospitalità gratuita presso l’Hotel Palladio a Giardini Naxos. Vorrei ringraziare di cuore la presidente del Circolo di Legambiente Taormina Alcantara, Caterina Valentino, per la sua sponsorizzazione che ha dato un prezioso contributo al progetto e il personale dell’albergo che, in questo splendido ambiente, ci ha fatto sentire a casa.

Kristian Göransson

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