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GRANDE SUCCESSO a Giardini Naxos PER M’ILLUMINO DI MENO 2019 nel Parco organizzato dal circolo di Legambiente

locandina illumino di meno 19 naxos definitiva

Il successo della passeggiata archeologico-botanica a lume di candela svoltasi il primo marzo per M’illumino di meno (che sta diventando ormai una felice tradizione) è stato garantito dalla generosa ed entusiasta partecipazione di tante associazioni di Giardini-Naxos, è stato bello e importante fare rete: uno degli scopi che il nostro circolo di Legambiente da sempre ha cercato di realizzare in queste manifestazioni.

Nel giorno di M’illumino di meno, dedicato agli stili di vita sostenibili, noi non abbiamo parlato di economia circolare o di riciclo dei materiali, ma del nostro eccezionale patrimonio culturale e artistico: abbiamo spento le luci e camminato nel Parco di Naxos, splendido anche al buio. Applicando  uno stile di vita sostenibile, abbiamo cercato di andare, in pratica, umilmente e semplicemente, alle origini del concetto di “sviluppo sostenibile” e della nostra Costituzione.  Poiché siamo convinti che sia fondamentale per luoghi come il nostro che vivono di economia turistica, e puntano a una crescita di questa loro economia, scegliere il turismo sostenibile per soppiantare un turismo di rapina dedito alla speculazione e al consumo di suolo purtroppo ancora così diffuso. Il turismo sostenibile è un turismo che  valorizza il patrimonio artistico e la cultura dei luoghi visitati, innescando un circolo virtuoso di collaborazione e crescita con la parte sana e creativa dell’economia locale. E’ un turismo dunque che diventa anche un modo di combattere l’illegalità presente nei nostri territori, illegalità legata alla mafia delle speculazioni edilizie e all’uso improprio della nuova economia verde: le mafie connesse al riciclo dei rifiuti e al commercio del falso biologico. Ma tutto ciò è possibile solamente se le comunità locali riescono a riappropriarsi della propria cultura e per far questo è necessario ritornare al proprio patrimonio archeologico, artistico, culturale che qui è così ricco ma purtroppo anche così poco conosciuto dalla popolazione. Dunque in primo luogo dobbiamo imparare a considerare i nostri musei, i nostri parchi come casa nostra, perché è proprio questo quello che sono. Dobbiamo capire tutti insieme che finché noi non useremo il patrimonio per noi stessi, per i nostri figli e nipoti, finché non ci innamoreremo del nostro patrimonio, finché non impareremo a conoscerlo e a studiarlo,  finchè non lo difenderemo come quello che è: casa nostra, il nostro bene comune, fondamentale e vitale, nessun sviluppo sostenibile potrà avverarsi.

Dunque come introduzione abbiamo letto dei brani del critico d’arte Tomaso Montanari e dell’archeologo Salvatore Settis:  “Come scrive Salvatore Settis se i musei non diventano parte integrante della nostra vita possono anche morire. Come fare perché ciò accada?  “Non pensando che i musei, i parchi, siano luoghi in cui si va una volta soltanto nella vita, come si prende un vaccino, ma pensando che debbano diventare luoghi di incontro di una comunità. Pensando che i musei non siano associati al lusso, ma alla quotidianità; che siano cioè una stanza in più della nostra casa! Per far questo ci vuole un’abitudine, fin dalle scuole, bisogna sapere che nei musei si cresce, si sta insieme, ma bisogna sapere che sono anche una scuola di cittadinanza, uno strumento di liberazione culturale, un mezzo per costruire l’eguaglianza in tutte le sue accezioni. In pratica questo significa non solo che il patrimonio (come la scuola) non può essere asservito al mercato, ma anche che la tutela deve essere funzionale alla ricerca e alla sua diffusione, perché la conoscenza è il più importante strumento per costruire la democrazia. […] L’articolo 9 della Costituzione è un articolo che parla di legalità, di sicurezza e di giustizia non meno di altri articoli: la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio anche dall’illegalità ed è lì che comincia il riscatto, avendo per esempio la capacità di immaginare come mettere i grandi siti monumentali pubblici al servizio di una coscienza civica, e non al servizio dei turisti. Una politica del patrimonio siciliano orientata solo ai turisti fallirà sempre! Deve invece partire dai cittadini per i quali è il patrimonio: nessun turista può far cambiare la situazione finché i siciliani non useranno il patrimonio culturale per loro stessi”.

Dato che siamo in ritardo con questo resoconto, racconteremo in un altro articolo del significato e di tutti i particolari di questa manifestazione ma intanto vogliamo ringraziare la direttrice del Parco Archeologico Naxos Taormina, l’architetto Vera Greco che ci ha aiutato ad organizzare l’evento e ha permesso l’apertura serale del Parco,  l’archeologa Maria Costanza Lentini che ci ha guidato all’inizio della passeggiata spiegando l’importanza fondamentale della prima colonia greca di Naxos nella storia dell’urbanistica occidentale e ha risposto alle nostre domande sulle campagne di scavo internazionali, così numerose e feconde di scoperte, che lei ha diretto nel Parco sino al 2017,  e la professoressa di agraria dell’Università di Catania Daniela Romano che ha continuato la visita riuscendo a coinvolgerci nella ricca ed affascinante storia delle coltivazioni che qui si sono succedute e che tanto hanno mutato la vita sociale e il paesaggio della Sicilia. Daniela Romano insieme a Caterina Valentino hanno raccontato anche del progetto che stanno per iniziare con la direttrice del Parco Archeologico Vera Greco, l’archeologa Maria Costanza Lentini e Legambiente per la creazione di percorsi didattici archeologico-botanici all’interno del Parco che si concluderanno in salette museo multimediali site all’interno del (finalmente acquisito al Parco, e dunque finalmente nostro) meraviglioso Castello di Schisò e la cui prima tappa di realizzazione dovrebbe essere inaugurata durante le manifestazioni di Salvalarte Naxos 2019, a Maggio.

E vogliamo ancora ringraziare le associazioni che tanto ci hanno aiutato nell’organizzazione di questa passeggiata, a cominciare da Ada Caltabiano della FIDAPA di Giardini Naxos che ha coinvolto l’Associazione Pianistica Italiana di Taormina e i suoi magnifici musicisti, il violinista Nicolò Borgese e il chitarrista Felice Puglisi: grazie alla loro maestria, la musica che ci hanno donato è stata la parte più suggestiva di tutta la passeggiata. La gratitudine di tutti va anche alla Naxos Entertainment – laboratorio cinematografico e teatrale fondato da Giovanni Bucolo che con Sara Pulvirenti e Francesco Papa hanno letto con grande talento brani di scrittori siciliani: Giovanni Bucolo – uno stralcio dal famoso scritto di Gesualdo Bufalino Le tante Sicilie – mentre Sara Pulvirenti e Francesco Papa si sono divisi la lettura di un bellissimo frammento dalla prefazione del volume La Sicilia che Giuseppe Borgese scrisse nel 1935 per il Touring Club. E vogliamo ringraziare anche il Laboratorio Creativo di Alexandra Ieni e Marco Garofalo che hanno curato, come sempre benissimo, la pubblicità dell’evento, e la Pro Loco, Cittadinanza Attiva, l’UNICEF e l’Associazione Albergatori di Giardini Naxos che ci hanno supportato con la loro partecipazione.

Per ultimo, ma solo per la sua giovane età, vogliamo ringraziare Amina Mouminoun, studentessa del Liceo Linguistico di Giardini Naxos, (purtroppo l’unica rappresentante delle scuole di Giardini Naxos che ha partecipato all’organizzazione anche se molti bambini e studenti delle medie e superiori erano  presenti)  che ha letto con grande bravura e partecipazione un brano dello storico dell’arte Tommaso Montanari sul significato dell’articolo  9 all’interno della Costituzione e di come la tutela del nostro paesaggio e del nostro patrimonio culturale sia strettamente legata alla difesa degli altri diritti fondamentali difesi dalla Costituzione: al diritto alla salute, al lavoro, alla piena espressione della personalità umana e dunque alla democrazia.

E’ stato importante che ad aver acconsentito a leggere dei valori inclusivi ed egualitari della nostra Costituzione fosse una nostra concittadina di seconda generazione, nata in Italia da genitori immigrati dal Marocco, per ricordarci che la meravigliosa tradizione culturale che ha reso l’Italia eccezionale  e ha arricchito di tanti capolavori unici al mondo  il nostro patrimonio culturale e artistico, è frutto del felice e fecondo incontro/innesto/intreccio con le numerose culture “straniere” che hanno abitato (colonizzato, comandato, visitato etc.)  i territori dell’Italia. Insomma che è proprio la mescolanza con tante culture straniere che ci caratterizza e che ha costruito  quello che chiamiamo la nostra identità, l’“italianità” del nostro “suolo” per la quale siamo ammirati e di cui andiamo così fieri. Come scrive Montanari “Se impareranno a parlare la lingua di Palazzo Vecchio, della Riserva dello Zingaro o del Duomo di Siracusa, i bambini e i ragazzi extracomunitari che frequentano le nostre scuole non abbracceranno la storia delle istituzioni occidentali o la religione cattolica, e nemmeno la storia dell’arte e del paesaggio italiani, ma i valori, inclusivi, tolleranti e aperti, della Costituzione. […] accetteranno di fluire nelle acque – felicemente impure, mescolate, contaminate – della tradizione culturale italiana.[…] La lingua monumentale dell’arte è quella che ha reso unico al mondo, e inconfondibile, il suolo, cioè il territorio, dell’Italia: e che, lungo i secoli, ha reso noi tutti «italiani» per purissimo ius soli culturale.”

Caterina Valentino

responsabile della campagna di Legambiente, Salvalarte Naxos-Taormina-Alcantara

 

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