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Si è conclusa la V° edizione del festival Internazionale di Street Art Emergence sponsorizzata, per il 3° anno, dal Circolo di Legambiente Taormina/Alcantara

_MG_6703 P1460225 Anche quest’anno Emergence,  Festival Internazionale di Interventi Urbani, curato da Giuseppe Stagnitta, ha avuto la partecipazione di artisti di grande valore e fama internazionale

Si è da poco conclusa la V° edizione del festival di Street Art  Emergence sponsorizzata, per il terzo anno, dal Circolo di Legambiente Taormina/Alcantara (tramite l’Hotel Palladio che ha offerto  alloggio e cibo gratis agli artisti) nell’ambito della campagna Salvalarte Naxos Taormina Alcantara iniziata nel 2012.  Anche quest’anno Emergence,  Festival Internazionale di Interventi Urbani, curato da Giuseppe Stagnitta, ha avuto la partecipazione di artisti di grande valore e fama internazionale come MOMO (USA), il duo BLAQK (Grecia),  NESPOON (Polonia),  MONEYLESS,  GUE e SALVO LIGAMA (Italia). Giardini Naxos, per alcuni giorni, si è trasformata in un atelier a cielo aperto coinvolgendo cittadini e viaggiatori in accesi dibattiti su arte e paesaggio. E’ proprio questa una delle fondamentali funzioni dell’arte:  far discutere, dar vita ad un dialogo/scontro/incontro  fra l’opera e lo spettatore. Il festival di Street Art di Giardini Naxos ogni anno ci fa ricordare che il territorio in cui si vive (e il nostro è ancora colmo di bellezza nonostante gli sfregi che continua a subire) è nostro ed è di noi tutti la responsabilità della sua protezione.

Il festival del 2016 è  anche particolarmente importante perché una delle opere  è stata realizzata nel secondo livello del molo di Schisò, il luogo più panoramico di Giardini Naxos, con alle spalle il Parco Archeologico e il Castello di Schisò e di fronte la splendida baia circondata dall’Etna e dal monte Tauro. Il secondo livello del molo del porto di Giardini Naxos dovrebbe essere la passeggiata sul mare, il meraviglioso belvedere del nostro comprensorio  ed è, invece, assurdamente inagibile ed abbandonato in uno stato di vergognoso degrado.

Il duo Blaqk,  formato da due artisti greci, Simek e Greg Papagrigoriou, cittadini di Calcide in Eubea  (la stessa città da cui proveniva parte dei colonizzatori che, nel 734 a. C. fondarono Naxos di Sicilia), vi ha dipinto una visione sugli intrecci fra storia e  paesaggio. L’opera dei  Black è ispirata dalle vicende di questa penisola lavica: in origine, sito di quella che non fu solo la prima colonia greca in Sicilia ma una delle città arcaiche, simbolicamente, più importanti della civiltà siciliota e che rimase sede del porto, anche dopo la distruzione di Naxos e dopo che i suoi esuli ebbero fondato Taormina;  in seguito, fertile terreno agricolo per preziose coltivazioni di viti, olivi, canne da zucchero, gelsi e per i nostri giardini di agrumi, da cui trae origine il nome di Giardini Naxos ed infine, sede del Parco Archeologico, luogo di campagne internazionali di scavi e di fondamentali scoperte. Prima della costruzione del molo, iniziata nel 1952, la penisola di Naxos terminava nel mare con una magnifica colata lavica preistorica ricordata dai Black con la scelta del colore nero usato per tracciare forme astratte su uno sfondo bianco che fa risaltare il nero della lava e rende lieve il cemento del muraglione. I Blaqk compongono un insieme fortemente dinamico e legato alla memoria  dei  luoghi:  forse colonne che crollano, torcendosi  si trasfigurano in cordami di barche e  rinascono in tronchi d’albero o canne.  Un opera che vuole  accompagnare chi passeggia sul molo senza  imporre alcuna narrazione definita ma solo suggerire immagini polisemiche, liberamente offerte all’interpretazione dello spettatore.

Noi siamo stati felici che, finalmente, anche se per breve tempo, la passeggiata sopraelevata del molo sia tornata a vivere, animata da artisti e  visitatori incantati dal magnifico panorama che da lì si gode. Pensiamo a quanto poco ci vorrebbe per mettere in sicurezza il secondo livello del molo: basterebbe una nuova ringhiera e una pavimentazione per permettere  a cittadini e turisti di gioire della bellezza dei nostri paesaggi utilizzando  come belvedere quello che invece, adesso, è solo un orribile e inutile muraglione. Al contrario, proprio mentre gli artisti dipingevano, una ringhiera, a cui dei turisti si erano appoggiati,  è caduta con un tonfo di 4 metri, solo per caso non uccidendo nessuno. Purtroppo, come reazione, il nostro Comune non ha saputo fare altro che proibirne di nuovo l’accesso. Questo nell’immobile attesa di cedere il molo (insieme ad un area  di 120.758,06 m2, costituita da uno specchio acqueo di 93.839,97 m2, ed una superficie di pubblico demanio marittimo di 26.918,09 m2), per 60 anni a dei privati che vogliono costruirci un centro commerciale, seppellendo sotto una colata di cemento ogni  panorama. Ma qui si tratta di un’altra storia, legata al bruttissimo e assurdo progetto della Tecnis Spa, una speculazione edilizia, occultata sotto un progetto di  ampliamento del porto turistico,  speculazione a cui ci opponiamo  da anni nelle sedi preposte, con l’appoggio di tanti cittadini e associazioni e  ora, anche del Comitato Civico per salvare la Baia di Naxos, costituitosi  dopo l’arresto dei proprietari della Tecnis Spa e il commissariamento della società.

Intanto, adesso, sul secondo livello del molo abbiamo l’opera di due artisti  che celebra, in uno dei suoi luoghi più belli ed emblematici, questo nostro meraviglioso e seviziato territorio e ci ricorda che dipende da tutti noi che non venga svenduto ma torni a vivere finalmente valorizzato e protetto.

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