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LEGAMBIENTE SICILIA: NO A SPECULAZIONI EDILIZIE CEMENTIFICAZIONI E INQUINAMENTO. LA BAIA DI NAXOS TAORMINA È PATRIMONIO PUBBLICO CHE VA TUTELATO E MANTENUTO INTEGRO E NON MESSO IN PERICOLO DA UN ECOMOSTRO CAMUFFATO DA PORTO

Il Castello di Schisò recentemente acquisito, dal compianto assessore Sebastiano Tusa, al patrimonio della Regione Sicilia per farlo divenire il Museo archeologico regionale di Naxos, la prima colonia greca in Sicilia. La spiaggia di fronte al Castello è una delle aree destinate al progetto di porto della Tecnis S.P.A, ed è stata anche oggetto di tentativi di costruzione di altri manufatti che ostruirebbero la vista del mare, per ora bloccati

Il Castello di Schisò recentemente acquisito, dal compianto assessore Sebastiano Tusa, al patrimonio della Regione Sicilia per farlo divenire il Museo archeologico regionale di Naxos, la prima colonia greca in Sicilia. La spiaggia di fronte al Castello è una delle aree destinate al progetto di porto della Tecnis S.P.A, ed è stata anche oggetto di tentativi di costruzione di altri manufatti che ostruirebbero la vista del mare, per ora bloccati

Legambiente Sicilia chiede alla commissione Via Vas di dare parere negativo al devastante progetto del 2015 della Tecnis S.p.A. per il porto nella Baia di Naxos Taormina. Porto che necessita invece di una messa in sicurezza e di una riqualificazione ecosostenibile degna di questa Baia dal grandissimo valore paesaggistico e archeologico ma fragile per il suo alto rischio idrogeologico.

Sembra che in questi giorni la commissione Via (Valutazione Impatto Ambientale) Vas (Valutazione Ambientale Strategica) debba finalmente esprimersi sul progetto definitivo del 2015 della Tecnis S.p.A. per il rifacimento del porto turistico nella Baia di Naxos Taormina.

Il progetto definitivo del 2015 della Tecnis S.p.A. in violazione dei vincoli paesaggistici, archeologici, ambientali e di sicurezza

Questo progetto della Tecnis S.p.A. (il terzo della serie: la prima stesura risale al 2010) sotto la falsa etichetta di porticciolo turistico, vuole far approvare un abnorme centro commerciale sull’acqua con annessi alloggi e parcheggi, costruito a gomito su tutta la vecchia e nuova diga foranea. Un progetto che deturpa l’eccezionale bellezza paesaggistica di questa baia, il principale motivo per cui questi luoghi vengono scelti dai turisti, per omologarla ad un triste centro commerciale presente e simile in ogni  periferia di ogni città. Una barriera di cemento che ostruirebbe la vista del mare, eretta a meno di 200 metri dal Parco archeologico di Naxos Taormina (dunque in zona inedificabile), proprio nel sito dell’antico porto del VII secolo a. C. Un progetto, che si presenta come riqualificazione architettonica ed invece non porta la firma di un solo architetto e che è redatto violando i tanti vincoli paesaggistici, archeologici e ambientali che tutelano quest’area, in spregio inoltre all’alto rischio idrogeologico che caratterizza la Baia e alle elementari norme di sicurezza per l’assenza di vie di fuga: la via di accesso a questo porto è una strada senza sbocco, già ora frequentemente in stato di congestione stradale. Quest’ultima criticità andrebbe ad aggiungersi alle già numerose e gravissime problematiche di viabilità di Giardini Naxos, attraversata dall’unico percorso di accesso all’ospedale comprensoriale e perennemente intasata, non solo in alta stagione.

La strana, lunghissima attesa per la valutazione Via Vas e la mobilitazione della società civile contro questo progetto

Contro questo progetto si sono espressi (per questi e molti altri motivi che non è possibile, per ragione di sintesi, elencare qui) con osservazioni inviate all’ARTA nel 2016, all’inizio della procedura di VIA VAS, vari soggetti pubblici, tra cui l’Associazione Albergatori di Federalberghi di Giardini Naxos, l’associazione Man (Associazione Mediterranea per la Natura) di Messina, la sezione del Partito Democratico e il gruppo politico Agorà di Giardini Naxos,  oltre che naturalmente Legambiente Sicilia e il Parco Archeologico di Naxos Taormina.

Il progetto è dunque in attesa di valutazione dal 2016, nel frattempo il compianto assessore ai Beni culturali Sebastiano Tusa ha acquisito al patrimonio della Regione Sicilia, per conto del Parco Archeologico di Naxos Taormina, il medievale Castello di Schisò (per farlo divenire il Museo archeologico regionale della città che fu la prima colonia greca di Sicilia) affacciato proprio su una delle aree destinate al progetto della Tecnis S.P.A, e quest’area, la spiaggia di fronte al Castello di Schisò, è stata oggetto di tentativi di costruzione di manufatti che ostruirebbero la vista del mare e che per questo sono stati bloccati. Infine La Tecnis S.p.A.  dopo essere stata indagata per mafia e commissariata è stata comprata nel 2019 dal gruppo D’Agostino Costruzioni Generali.

Durante questo periodo di attesa, inusualmente lungo, della valutazione Via Vas sulla stampa locale il progetto è stato sostenuto con argomenti desueti che sembrano ignorare l’ormai cronica crisi della nautica da diporto e le tendenze attuali del turismo, sempre più indirizzato verso pratiche ecosostenibili. Si è parlato della necessità di aumentare i posti barca e di far stazionare al porto le navi crociera come soluzioni salvifiche per lo sviluppo del turismo e la creazione di nuovi posti di lavoro, quando in realtà il turismo in questa zona si basa sulla balneazione e la bellezza paesaggistica che sarebbero devastate dalla realizzazione di questo progetto e dall’inquinamento prodotto dalle navi crociera.

La crisi della nautica da diporto: troppi posti barca e porti turistici falliti. Il rischio dell’ennesima incompiuta

Va ricordato invece che la Sicilia è la 2° regione in Italia, subito dopo la Campania, per i 2245 nuovi posti barca inaugurati negli ultimi 12 anni, mentre è al 1° posto, con grande distacco sulle altre, per i posti barca in costruzione, 5830, e per i posti barca in progetto: 8000. Sono cifre paradossali nel contesto della grave e ormai consolidata crisi della nautica da diporto che continua a provocare fallimenti a catena dei porti turistici. La stessa Assomarinas (Associazione Italiana Porti Turistici) nella sua relazione alla Camera dei Deputati del 17 settembre 2019 si dichiara contraria alla creazione di nuovi porti scrivendo: “La grave crisi che ha colpito il nostro settore dal 2008 ha determinato un eccesso di offerta di ormeggi per la nautica da diporto legato all’indebolimento economico della classe media italiana ed al brusco declino del mercato nautico, rendendo pressoché insostenibile dal punto di vista economico la realizzazione e la gestione di nuovi porti turistici.” E cita i tanti recenti fallimenti di porti turistici: “le note vicende negative del fallimento del Porto Turistico di Jesolo, dalla procedura di concordato preventivo di Marina di Pisa, dalla paralisi finanziaria del Marina di Ravenna, dalla cessione al Principato di Monaco del Marina di Ventimiglia, dal blocco dei lavori del Porto Turistico della Concordia a Fiumicino, dal fallimento del Porto Turistico di Imperia, dalla messa all’asta del progetto del Porto Turistico di Siracusa, dal sequestro per insolvenza del Porto Turistico di Licata, dalla messa in liquidazione del Marina del Cesari a Fano, dal fallimento del Porto Turistico di Ospedaletti, dal commissariamento del Porto Turistico di Policoro, dalla svendita ad investitori statunitensi del Porto Turistico di Cecina in corso di costruzione e da molte altre situazioni simili che abbiamo riscontrato lungo le nostre coste.”  Dunque questo progetto rischia di essere un fallimento anche dal punto di vista economico e/o di divenire l’ennesima incompiuta, che deturperà irrimediabilmente una delle più belle e famose baie del Mediterraneo.

Le navi crociera: turismo mordi e fuggi,  inquinamento e problematiche di viabilità

Per quel che riguarda le navi crociera sono ormai divenute portatrici solo di un turismo mordi e fuggi che non lascia nulla sul territorio tranne l’inquinamento. Secondo il rapporto europeo Transport & Environment poco più di 200 navi da crociera, producono circa 20 volte  più ossidi di zolfo di tutte le auto d’Europa: l’inquinamento delle città di porto deriva in gran parte dallo stazionamento ai moli delle navi crociera dato che queste città galleggianti devono sempre tenere i motori accesi per funzionare e garantire i servizi ai passeggeri.

Il rischio idrogeologico per la popolazione di Giardini Naxos

Legambiente vuole ribadire ancora una volta la necessità di difendere da speculazioni edilizie, cementificazioni e inquinamento la splendida Baia di Naxos Taormina, icona paesaggistica e sito della prima colonia greca della Sicilia. È un patrimonio pubblico che non può essere privatizzato: la Tecnis S.p.A. chiede una concessione di 60 anni per 121.874,50 metri quadri di demanio pubblico di una costa che va invece tutelata e mantenuta integra per il suo inestimabile valore ambientale, archeologico, identitario e anche economico, data la sua eccezionale valenza turistica. Si tratta di un paesaggio storico ed un ecosistema preziosissimo ma estremamente fragile per l’alto rischio idrogeologico che la caratterizza. Per questo Legambiente chiede da decenni una riqualificazione e una messa in sicurezza dell’approdo di Capo Schisò, la punta Sud della baia di Naxos Taormina, intervento sempre più necessario ed urgente dati i gravi fenomeni di erosione ed insabbiamento che il molo esistente continua a provocare nell’intera Baia, che mettono in pericolo le abitazioni del centro storico di Giardini Naxos e sarebbero esponenzialmente peggiorati dalla realizzazione del progetto della Tecnis S.p.A.

 

 

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