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Salvalarte Naxos: il 13 maggio all’arsenale navale, al Museo Archeologico e al porto un grande evento a conclusione della campagna in difesa dei paesaggi storici del nostro comprensorio

salvalarte naxosLa manifestazione che si svolgerà sabato al Parco archeologico e al porto di Naxos è l’ultimo dei tre eventi sotto il titolo comune di Lezioni di Paesaggio VI edizione. I primi due  si sono tenuti, a maggio, il 4 a Francavilla di Sicilia, il 6 a Taormina e l’ultimo si terrà il 13 a Giardini Naxos.
I tre eventi fanno parte della campagna di incontri e sponsorizzazioni Salvalarte Naxos Taormina Alcantara organizzata dal circolo di Legambiente Taormina/Alcantara a partire dal 2012 e, anche quest’anno, sono dedicati alla salvaguardia e valorizzazione del paesaggio storico creatosi intorno alla baia di Taormina Naxos e dunque delle aree e dei monumenti tutelati dal Parco archeologico di Naxos. Il meraviglioso paesaggio che ha dato inizio alla grande storia della civilizzazione greca in Sicilia con l’arrivo dei primi migranti greci e la fondazione della colonia di Naxos nel 734 a. C., e dove ha avuto origine anche, con Goethe e i viaggiatori e vedutisti del Grand Tour, la piccola (ma ora fondamentale, per l’economia dell’isola) storia del turismo siciliano.
Il titolo della manifestazione del 13 maggio è NAXOS: UN PORTO DI 2800 ANNI. Da network dell’antichità a testimone dell’olocausto contemporaneo. Il paesaggio storico della I colonia greca in Sicilia: tra la ricostruzione dell’archeologia, la provocazione dell’arte e un futuro incerto. La manifestazione del 13 maggio vuole celebrare e difendere lo straordinario paesaggio storico della baia di Taormina Naxos con il suo porto naturale. Luogo importantissimo per l’identità della Sicilia greca poiché da Naxos ogni anno, i rappresentanti di tutte le città siceliote, dopo aver sacrificato sull’altare di Apollo Archegetes, protettore delle colonie, partivano alla volta di Delfi per partecipare alle feste panelleniche: una sorta di G7 dell’antichità che rendeva Naxos il centro del Network Siceliota.
Il tema delle migrazioni e dunque dell’incontro, sempre fecondo, fra culture diverse, sarà il filo conduttore di questa giornata, che si svolge a conclusione della campagna regionale di Legambiente Salvalarte Sicilia 2017, ed è legata anche alla scelta di questo territorio come sede del G7 al posto di Lampedusa.
Le relazioni, che si svolgeranno al Museo Archeologico saranno incentrate sul porto antico di Naxos e sulle modalità di interpretazione/ricostruzione/tutela che l’archeologia esplica per questo straordinario paesaggio storico.
La seconda parte dell’incontro sarà invece dedicata al presente e ad ipotesi di futuro tratteggiate grazie alle funzioni di narrazione/provocazione/valorizzazione proprie dell’arte.

La manifestazione, divisa tra archeologia ed arte contemporanea, riflette le sponsorizzazioni del Circolo di Legambiente Taormina/Alcantara, attuate tramite l’ospitalità gratuita offerta dall’Hotel Palladio: le sponsorizzazioni, iniziate nel 2012, delle tante campagne di scavi condotte con diversi Istituti internazionali nel Parco archeologico di Naxos, e la coorganizzazione del festival di Street Art Emergence, Festival Internazionale di Interventi Urbani, che insieme al creatore del festival, Giuseppe Stagnitta, il circolo porta avanti dal 2014.
La prima parte della manifestazione sarà dunque dedicata al porto di Naxos e al suo antico arsenale navale, i neoria o ricoveri per navi da guerra, fondamentale scoperta degli scavi di Naxos che verrà illustrata dalla sua autrice, l’archeologa Maria Costanza Lentini, sia durante la visita ai luoghi del ritrovamento sia al museo di Naxos. Seguirà una relazione di Jean-Christophe Sourisseau, professore dell’Università di Aix-Marsiglia e UNESCO Chair in Archeologia marittima e costiera, che sta svolgendo una campagna di scavi a Megara Hyblaea e ci parlerà di neoria del Mediterraneo Occidentale: del complesso dei ricoveri per navi militari della fine del V sec. a.C. di Kition a Cipro. Concluderà questa prima parte della manifestazione Enrico Felici, professore di Topografia Antica all’università di Catania. Il professore Felici, archeologo subacqueo, che si è dedicato in particolare alla topografia antica litoranea, con lo studio delle installazioni costiere, ci aiuterà a contestualizzare il porto di Naxos di Sicilia con il suo intervento sui porti antichi del Mediterraneo.
Nella seconda parte della manifestazione parleremo del presente e del futuro del porto di Naxos spostandoci al molo di Schisò per inaugurare l’opera, dipinta per questa occasione su richiesta del circolo di Legambiente Taormina/Alcantara dall’artista tedesco Boris Hoppek. Volevamo che in luogo così simbolico come il porto di Naxos ci fosse un’opera su l’immane tragedia delle migrazioni nel Mediterraneo, specialmente adesso che nel nostro territorio si prepara l’incontro del G7, poiché siamo convinti che affrontare questa strage ormai quotidiana deve essere una assoluta priorità della politica internazionale.
L’opera, un cadavere di bambino/bambolotto di plastica arenato sugli scogli, dipinto sulla parte finale del molo di Naxos, appartiene alla serie, controversa e provocatoria, dei Negritos di Hoppek. Con i suoi Negritos, icone Darky provenienti dalla complessa tradizione del Blackface, Hoppek rivela la tenace persistenza degli stereotipi razzisti smascherando la triste futilità del politically correct. Queste figure stilizzate di pupazzi dai parodistici tratti razziali, esibite al posto di una rappresentazione realistica delle vittime dei barconi, mostrano come non siamo in grado, non possiamo/vogliamo percepire la realtà di questo Olocausto e, per difenderci dalle nostre responsabilità storiche e dal senso di colpa, cerchiamo di disumanizzare le vittime trasformandole in fantocci, grotteschi feticci delle nostre paure.
Al porto di Naxos, di fronte al nostro mare trasformatosi in un enorme cimitero, con il presidente regionale di Legambiente Sicilia Gianfranco Zanna parleremo dunque del G7 a Taormina e delle migrazioni contemporanee, il problema più grave di questo inizio di millennio. Tutti noi europei e specialmente noi abitanti delle splendide coste del Mediterraneo, siamo oggi come gli abitanti dei villaggi accanto ad Auschwitz, e ci verrà chiesto, come fu chiesto ai tedeschi dopo l’apertura dei campi: “come potevate continuare a vivere normalmente mentre l’orrore accadeva accanto a voi?”
L’opera di Boris Hoppek, dialoga con l’opera che la sovrasta, dipinta dal duo Blaqk nel 2016 sul secondo livello del molo di Naxos e fa parte del progetto di trasformare il muraglione del molo (e altri esempi della cementificazione del sacco di Naxos degli anni ‘70) in un museo a cielo aperto che, insieme a Giuseppe Stagnitta, il Circolo di Legambiente porta avanti con la sua sponsorizzazione del festival di Street Art Emergence, realizzata grazie all’Hotel Palladio. I Blaqk, due artisti greci, Simek e Greg Papagrigoriou, sono cittadini di Calcide in Eubea, la stessa città da cui proveniva parte dei colonizzatori che fondarono Naxos di Sicilia e la loro opera vorrebbe accompagnare chi passeggia nella parte più panoramica del molo (per ora purtroppo inagibile) senza imporre alcuna narrazione definita ma solo suggerendo immagini polisemiche, liberamente offerte all’interpretazione dello spettatore. L’opera si ispira alla storia di Naxos che rimase sede del porto anche dopo la distruzione della sua polis e dopo che i suoi esuli ebbero fondato Taormina; in seguito il suo territorio fu fertile suolo agricolo per preziose coltivazioni di viti, olivi, canne da zucchero, gelsi e per i giardini di agrumi, da cui trae origine il nome di Giardini Naxos. Prima della costruzione del molo, negli anni ‘50 del secolo scorso, la penisola di Naxos terminava nel mare con una colata lavica preistorica ricordata dai Black con la scelta del colore nero usato per tracciare forme astratte che ricordano colonne che crollano, torcendosi si trasfigurano in cordami di barche e rinascono in contorti tronchi d’albero o canne di bambù.
Infine ci sposteremo nella sede del Circolo Taormina/Alcantara presso l’Hotel Palladio per parlare del futuro del porto di Naxos con delle proiezioni a cura del prof. Vincenzo Piccione e di Caterina Valentino. Iniziando dall’ultimo progetto di porto/centro commerciale della Tecnis SPA, discuteremo di un ripensamento radicale della progettualità per questo comprensorio che dovrebbe ripartire dal Parco archeologico, promuovendo una azione di arretramento del costruito che recuperi e restituisca il pieno valore paesaggistico del suo profilo costiero; una progettualità ecosostenibile che sappia coniugare insieme l’intelligenza delle smart city con le radici delle stratificazioni culturali che costituiscono, attraverso l’icona della Baia di Taormina Naxos, la grande anima di questo sito, veicolo dell’ellenismo nella cultura alta occidentale e nella coscienza europea. 
Dopo le conclusioni del presidente Gianfranco Zanna, vi sarà una degustazione di vini dell’Etna offerti dall’Azienda Agricola Scammacca del Murgo e dei prodotti biologici di Libera Terra, provenienti dalle terre confiscate alla mafia, offerto dall’Hotel Palladio.
Questa ultima parte della giornata di Salvalarte avrà come sfondo la musica dei Ciauda, il cui progetto musicale, un exploit di suoni che legano etnie, strumenti e colori differenti, si inserisce perfettamente in questa giornata di Salvalarte. Saremo dunque accompagnati da una musica che mescola le calde vibrazioni del Senegal, l’elegante melodia della Francia, le note bolere della Spagna con l’ode amorosa della Sicilia.

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