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Salvalarte Taormina 2018: il restauro della Villa Comunale finanziato dall’art bonus

locandina taormina salvalarte VII edizione compressa

Il 6 maggio, con Salvalarte Taormina, torna la campagna di incontri e sponsorizzazioni Salvalarte Naxos Taormina Alcantara nata nel 2012 e dedicata alla salvaguardia e valorizzazione del meraviglioso paesaggio storico creatosi intorno alla baia di Taormina Naxos e al fiume Alcantara.

In contemporanea alla campagna nazionale di Legambiente Salvalarte 2018, e in particolare di Salvalarte Sicilia, il circolo di Legambiente Taormina/Alcantara organizza, dopo l’appuntamento di Salvalarte Alcantara del 4 a Francavilla, domenica 6 a Taormina, presso Villa Schuler alle ore 17 un incontro dal titolo  Il restauro della Villa Comunale finanziato dall’art bonus. Una proposta per salvare il giardino storico di Taormina, a cui interverrà Claudia Casa, direttrice  di Legambiente Sicilia.

Anche quest’anno, dunque, Salvalarte Taormina è dedicata alla Villa Comunale, uno dei giardini storici più ricchi di biodiversità della Sicilia e di questo ci parlerà la professoressa Rosanna Costa, docente di botanica all’Università di Catania.

L’incontro di quest’anno a Taormina si concentra su una proposta pratica: la possibilità di restaurare le cosiddette “torrette” o “ gli alveari”, come vennero chiamati dalla loro creatrice Florence T. Trevelyan, con le donazioni dell’art bonus. Per farlo è necessario proporre un progetto, per questo parleremo con Kristian Schneider, il restauratore che da anni si occupa  del Parco archeologico di Naxos e Taormina, in particolare dei mosaici e del Teatro antico. Kristian Schneider ha una grande esperienza in questo campo essendo un restauratore di Beni Culturali specializzato nella conservazione archeologica e architettonica che ha progettato, diretto ed eseguito interventi conservativi in Italia, Austria, Francia, Turchia e Azerbaijan. E’ inoltre presidente dell’ARI (Associazione Restauratori d’Italia) e membro del comitato direttivo di E.C.C.O. (European Confederation of Conservator-Restorers’ Organisations).

Lo ripetiamo da sempre nelle tante edizioni di Salvalarte Taormina: lo stato di degrado della Villa Comunale è grave problema a cui l‘amministrazione di Taormina deve finalmente porre rimedio, poiché questo meraviglioso giardino storico non è solamente l’unico polmone verde della città e il privilegiato parco giochi di generazioni di bambini del nostro comprensorio, ma fu anche una parte cruciale del territorio di Tauromenion, la polis fondata nel 358 a.C. dai superstiti di Naxos (la prima colonia greca in Sicilia) come ci ha spiegato in maniera eccellente l’archeologo Francesco Muscolino durante Salvalarte Taormina 2017 concludendo come fosse “auspicabile che successive ricerche contribuiscano a rendere più netti i contorni di quella che era un’area molto importante della città antica, prima di essere abbandonata, per mutate esigenze insediative, e diventare campagna, una «classica campagna», custode di una parte significativa della memoria di Tauromenion“.

 La Villa Comunale è dunque un luogo dove la cittadinanza può ritrovare una socialità perduta e frammenti della sua autentica memoria storica, da troppo tempo viziata da leggende turistiche a buon mercato. Così si giunge al punto che un personaggio così importante per la storia recente di Taormina come la creatrice del giardino della Villa, Lady Florence T. Trevelyan Cacciola, sia quasi dimenticato, oscurato da dicerie spesso false e sempre irrilevanti sulla sua vita privata. E’ triste e indicativo  di una pericolosa amnesia collettiva che siano oggetto di oblio la sua attività filantropica e quello che ha fatto per la città progettando un giardino originalissimo per costruzioni (edificate usando materiali di origine antica) e botanica, un piccolo paradiso della biodiversità grazie alla piantumazione di essenze rare,  ora quasi del tutto scomparse, e lasciando un testamento in cui proibiva agli eredi, pena la perdita del lascito, di tagliare alberi, costruire o coltivare intensamente nei terreni che aveva acquistato e trasformato in parco, testamento che  ha permesso al suo meraviglioso giardino di rimanere tale fino all’esproprio dei suoi eredi inglesi del 18 febbraio 1923 con cui fu trasformato, col nome di Parco “Duca di Cesarò”, nella nostra Villa comunale.

La Villa comunale ci racconta dunque anche di un periodo recente della città, un momento di passaggio in cui, finita anche l’ultima fase del Gran tour, Taormina cominciava ad essere popolata da ricchi e colti viaggiatori che non la consideravano più una tappa di un viaggio di ricerca o formazione, ma la eleggevano a propria residenza. Saranno proprio personalità come la Trevelyan, Geleng, von Gloeden, Kitson,  personaggi certo infinitamente minori rispetto ai grandi intellettuali del Grand Tour che li avevano preceduti, ma innamorati della città e molto attivi nel promuoverla, a rendere Taormina una stazione turistica alla moda.  I primi, da Goethe ai pittori paesaggisti, avevano creato il mito letterario e iconografico di Taormina che continua ad essere attivo anche ora e grazie al quale i secondi andranno a viverci, trasformando radicalmente, nel bene come nel male,  il suo paesaggio e la sua vita economica e sociale.  

Anche la vera storia sociale del turismo a Taormina (e non  i soliti piccanti pettegolezzi, non importa se veri o no, su scrittori, attori e jet set) dovrebbe avere un luogo dove essere raccontata, ed è questo un ulteriore motivo per cui è fondamentale che la Villa comunale venga non solo messa in sicurezza ma restaurata e fatto fruire alle giovani generazioni con cura e competenza.

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